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La Storia Di Taormina


Prima di parlare delle origini di Taormina vale certamente la pena accennare a quelle della Sicilia. L´isola per la sua forma triangolare,veniva chiamata un tempo Trinacria che vuol dire "Tre Capi": Peloro, Passero e Libeo che, ovviamente, coincidono con i tre angoli. Gli antropologi sono quasi del tutto concordi nell´affermare che la parte della Sicilia ad essere abitata per prima fu quella occidentale in quanto nelle zone del Palermitano e del Trapanese sono stati rinvenuti arnesi dell´età Paleolitica.
Il primo popolo ad essersi stabilito in Sicilia fu quello dei Sicani che arrivarono dalla Spagna, da una località a nord di Valencia. I Sicani vissero pacificamente, mentre lo stesso non si può dire dei Siculi che vennero in Sicilia provenienti dall´Italia. I Siculi erano un popolo numeroso ed armato. Conoscevano il bronzo ed il ferro ed erano ben organizzati. Disponevano di un mezzo di guerra nuovo e potente, il cavallo. Schiacciarono quasi subito i Sicani cacciandoli esclusivamente nella parte occidentale dell´isola. Una separazione che è poi rimasta sempre percepibile attraverso i secoli e millenni fino ai giorni nostri. Agricoltura ed industria erano i mezzi di sostentamento ma non mancava il commercio con i popoli stranieri, per primi i Fenici.

teatro greco

Ma perché inizialmente solo loro? In quei tempi "l´orrido" spettacolo delle eruzioni dell´Etna, le terribili correnti dello Stretto di Messina, i venti sibilanti del Canale di Sicilia avevano contribuito a rafforzare la convinzione che la Sicilia fosse abitata da orchi e mostri. E Taormina? E i colonizzatori Greci? Una suggestiva leggenda racconta che il primo greco ad arrivare sulle spiagge di Naxos fu Teocle. Era a bordo di una nave il cui nostromo non aveva ben cotto il fegato di una vittima prima di offrirlo a Nettuno, Dio del mare. E questi andò su tutte le furie e se la prese tanto da "squassare le onde del mare e colpire il fragile legno". Tutti perirono tranne uno, Teocle per l´appunto il quale riuscì ad aggrapparsi a un relitto e le onde lo spinsero verso la baia. Nettuno vide il naufrago, ma lo risparmiò. Ed ecco quindi che Taormina fa la sua apparizione nella storia del mondo. Se Teocle sia veramente esistito o se quello fosse esattamente il suo nome non è dato saperlo.
Ma un greco che arrivò naufrago sulla spiaggia di Schisò ci fu veramente. E fu lo stesso che, rimasto affascinato dalla bellezza dei posti, tornò in patria riuscendo a convincere dei coloni a trasferirsi in Sicilia. Il nome di Teocle, riappare anche in occasione delle fondazioni di Lentini e di Catania. E comunque quando Teocle sbarcò era il 736 a.c., l´anno I della XI Olimpiade. La vita embrionale di Taormina durò dal 736 al 425. Di quel periodo infatti non si hanno più notizie. Nell´anno 403 cominciano i guai con Dionisio tiranno di Siracusa e di tutta la Sicilia che, dopo due tentativi, conquista anche Taormina la quale raggiunge grande splendore quando a capo della città, morto Dionisio, viene eletto Andromaco, padre del filosofo Timeo. Dell´apparizione di quest´uomo si hanno sicure notizie intorno al 358 a.c. È l´anno che segna la nascita di quella irrepetibile società ellenistica che fu Taormina. Dopo il dominio dei siracusani si passò a quello dei romani.

duomo

La conquista della Sicilia fu infatti il primo passo che Roma compì al di fuori del territorio italico. Taormina divenne anche roccaforte degli schiavi che si erano ribellati a Roma che,comunque,trattò sempre Taormina in maniera del tutto particolare ed in modo assai privilegiato rispetto alle altre colonie siciliane. E più si va avanti negli anni più la storia di Taormina diventa nota. Nel Medioevo anche Taormina seguì il destino di tutta la Sicilia bizantina che resisteva ai continui assalti dei musulmani. Alla fine del IX secolo venne considerata capitale della Sicilia bizantina. Venne conquistata dai saraceni nel 902 e più volte, in seguito,tentò di ribellarsi rivaleggiando con la vicina Messina che tentava in tutti i modi di sottometterla.
Taormina aderì anche alla rivolta dei Vespri Siciliani e fu fautrice degli Aragonesi. Nel 1410 fu sede del Parlamento Siciliano. Rimase sempre fedele agli spagnoli che in varie occasioni, però,la vendettero. Nel 1675 fu occupata dai francesi per tornare spagnola più tardi con Filippo V. Nel 1734 infine toccò ai Borboni dominare Taormina, ma fu solo per un breve periodo. Nel 1861,veniva realizzata l´Unità d´Italia.




La Storia Di Castelmola


Le origini di Castelmola risalgono al periodo pre-ellenico. La denominazione trae ispirazione dalla conformazione del grande masso su cui sorge che ricorda appunto una "mola". Forse per la sua posizione sopraelevata fu un tempo la vera acropoli di Taormina, e le loro vicende sono talmente connesse da non poter distinguere quelle dell´una da quelle dell´altra.

castelmola panorama

Mylai era il nome del primo insediamento, risalente all´Età del ferro (VIII secolo a. C.),opera dei Siculi. Ciò è testimoniato dal ritrovamento della necropoli di Cocolonazzo. Le ceramiche con decorazioni dipinte a motivi geometrici, restituite dalle sepolture a grotticella artificiale, hanno consentito di determinare l´origine dell´abitato. Nel 396 a. C. Dionisio, tiranno di Siracusa, assedia Mylai, ma viene sconfitto dai Siculi, che respingono l´assalto. Nel 392, lo stesso Dionisio, ritenta l´attacco, con maggiore fortuna e riesce a occupare la zona. Alla sua morte, nel 367, la città è presa in mano da Andromaco che costruisce il centro abitato a piano delle Ficare, erige nuove fortificazioni, realizza cisterne, di cui esistono ancora tracce lungo il percorso, e serbatoi per l´acqua, migliorando così le condizioni di vita. Tindarione, che governa la città, alla morte di Andromaco, la pone sotto protezione di Pirro, ma, durante la Prima Guerra Punica, viene conquistata da Gerione di Siracusa, che la governa fino al 214. Dopo la caduta dell´Impero Romano d´Occidente, la città segue il destino dell´Isola, passando sotto l´influenza bizantina.

castelmola castello

Il primo agosto 902, i Saraceni di Hibraim, riescono a far breccia nelle fortificazioni della città e devastano l´abitato. Solo il castello resiste all´attacco dei Mori che si dirigono verso Taurmenium, attraversando la porta che da allora è detta "dei Saraceni".
Il dominio arabo si conclude nel 1078, con l´ascesa di Ruggero il Normanno che conquistata Taormina, dopo sette mesi d´assedio, espugna anche la fortezza di Mola. Ruggero costruisce un nuovo centro abitato intorno al castello, chiamato Mola. Quale ringraziamento alla Madonna fece anche erigere la chiesetta della Ss. Annunziata, posta nei pressi dell´abitato. Nei secoli successivi, il paese perde il suo carattere difensivo, ma assume un ruolo politico riconosciuto. Affidata ai nobili fedeli al re, Mola appoggia dapprima gli Svevi contro gli Angiò, restando fedele al casato Hohenstufen fino all´ultimo, poi nel 1282, durante i Vespri Siciliani, insorge contro gli Angioini schierandosi a favore degli Aragonesi. Nel 1738 Mola entra a far parte del regno delle Due Sicilie, e nel 1860, alla fuga dell´esercito borbonico inseguito dalle truppe garibaldine, vota l´annessione al Regno d´Italia.Nel 1928 Castelmola fu annesso al Comune di Taormina, questo periodo fu particolarmente negativo in quanto la crescita economica attraversò anni di immobilità che di certo non le giovarono, questa parentesi fortunatamente non durò a lungo perché nel 1947 riacquistò l´autonomia.

castelmola piazza

L´aspetto del paese, la struttura urbanistica medievale si è mantenuta completamente inalterata fino al 1928, anno in cui, per creare l´accesso fino al centro urbano, venne del tutto modificata l´affascinante entrata del borgo. Una scalinata quasi intagliata nella roccia conduceva ai piedi del Castello, fino alla porta vera e propria di entrata nel centro; a mantenere l´idea di quello che era rimane il magnifico Arco d´entrata posto su una gradinata in pietra calcarea, l´Auditorium Comunale conserva al suo interno le straordinarie foto che ne testimoniano la bellezza. Nel tempo, malgrado le modifiche apportate al suo aspetto, questo paese riesce ancora a conservare racchiuso nei suoi vicoli la magia, il fascino immutato dell´ antico che mescolandosi al nuovo trasmette l´impressione che qui il tempo si sia fermato.

 

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